Tappa 06

Ghiaccio fossile

Bacino, lingua e fronte: come funziona un ghiacciaio?

Tappa 06Ghiaccio fossileBrenva Glacier Trek
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All’inizio del XXI secolo il Ghiacciaio della Brenva è stato il ghiacciaio italiano a raggiungere la quota più bassa: circa 1300 mslm. Questo record dipende da un bacino di accumulo molto ampio e da una “lingua glaciale”, nella parte bassa, ricoperta da depositi di frane che hanno protetto il ghiaccio dalla fusione.

Un ghiacciaio a bassa quota

All’inizio del XXI secolo il Ghiacciaio della Brenva è stato il ghiacciaio italiano a raggiungere la quota più bassa: circa 1300 mslm. Questo record dipende da un bacino di accumulo molto ampio e da una “lingua glaciale”, nella parte bassa, ricoperta da depositi di frane che hanno protetto il ghiaccio dalla fusione.

Lingua amputata e ghiaccio fossile

Nel 2004 il collegamento tra la zona di accumulo e la lingua glaciale si è interrotto, un fenomeno definito di “amputazione glaciale”. La lingua non viene più alimentata e diventa ghiaccio fossile destinato a sparire. La nuova fronte “attiva” del ghiacciaio, invece, è soggetta a crolli osservabili tutto l’anno. Il ghiaccio crollato genera depositi persistenti che possono essere considerati “ghiacciaio rigenerato”.

Come funziona un ghiacciaio

“Zona di accumulo in alta quota”: è l’area in cui si deposita la massa glaciale. “Zona di ablazione”: è la superficie in cui si registra la perdita di massa glaciale, per fusione del ghiaccio o per crolli di porzioni ghiacciate. “Flusso glaciale”: è lo scorrimento del ghiaccio da monte verso valle, dalla zona di accumulo a quella di ablazione, con un conseguente trasferimento di massa.